Il progetto esprime un
profondo rispetto per il mondo interiore di unanima selvaggia e meravigliosa.

Il progetto esprime un
profondo rispetto per il mondo interiore di unanima selvaggia e meravigliosa.

Per me il leopardo non è solo un animale: è un simbolo che mi accompagna dallinfanzia e che ho imparato a conoscere sul campo in Africa, nella sua bellezza ma anche nella sua fragilità.

Il Sabi Sands Leopard Project e il Singita Lowveld Trust lavorano con rigore scientifico per studiare e proteggere una delle popolazioni di leopardi meglio conosciute e più dense al mondo, trasformando avvistamenti, foto e campioni di DNA in dati utili per la conservazione a livello globale. Ho visto personalmente il loro impegno e la loro trasparenza, e per questo desidero che una parte dei proventi di Hunters sostenga questi progetti: così il mio libro non rimane solo una storia da leggere, ma diventa anche un modo concreto per aiutare i grandi felini e gli ecosistemi in cui vivono.

 

Quando ero piccola, giocavo con i miei amici al gioco “che animale sei?” e dissi che ero un leopardo. Ricordo bene che, tra farfalle, lemuri, tartarughe e giraffe, ero l’unico predatore e tutti gli altri animali avevano paura di me. Da quel momento il leopardo è rimasto il mio animale preferito. Con il tempo, a dire il vero, si è aggiunto anche il ghepardo.

Trovo il leopardo un animale completamente e totalmente magnifico: elegante, forte di carattere, incredibilmente bello e intelligente, ma allo stesso tempo schivo.
Mi trasmette una sensazione di morbidezza ed elasticità, di tranquillità e silenzio, avvolti da un velo magico e misterioso. Nonostante il leopardo sia considerato un animale molto solitario, negli anni ho osservato diversi cambiamenti nelle sue abitudini. Per esempio, una madre e due figlie ormai adulte che vivevano insieme dopo che la madre aveva perso il suo nuovo cucciolo, oppure due maschi adulti che cacciavano insieme, un comportamento del tutto atipico per la specie. Proprio per questo legame profondo e per il desiderio di comprendere meglio queste dinamiche, ho scelto di sostenere e partecipare al The Sabi Sand Leopard Project. Il monitoraggio e la stima della popolazione sono fondamentali per comprendere come i leopardi si adattino alle limitazioni del territorio e come avvenga la scelta del partner riproduttivo, soprattutto considerando che Sabi Sand ospita la più alta concentrazione di leopardi al mondo. Capire come si adattino tra loro e quali ruoli gerarchici assumano è essenziale per la loro conservazione.

Conosco personalmente Singita e il Singita Lowveld Trust e ho avuto la possibilità di osservare direttamente il loro impegno in numerosi progetti di conservazione della fauna selvatica in Zimbabwe e in Sudafrica, tra cui iniziative per proteggere rinoceronti, leopardi e altre specie minacciate. Ho partecipato personalmente ad alcuni di questi progetti e ho potuto constatare l’accuratezza, la trasparenza e la serietà con cui conducono ogni attività. Ogni progetto è gestito con rigore scientifico e attenzione concreta al benessere degli animali e alla protezione dell’ecosistema. Li considero partner estremamente affidabili e sono convinta che i fondi raccolti attraverso la vendita del mio libro possano sostenere in modo concreto queste iniziative, aiutando a proteggere specie meravigliose e a fare una reale differenza nella conservazione della fauna selvatica.

Il Sabi Sands Leopard Project, avviato nel 2009, è il più ampio progetto di ricerca a lungo termine sui leopardi al mondo. Fondato da Panthera con l’obiettivo di comprendere il comportamento e l’ecologia del leopardo, il progetto mira in ultima analisi a orientare le strategie di gestione e le politiche di conservazione del leopardo a livello globale.

La Sabi Sand Nature Reserve ospita una delle più alte densità di leopardi mai registrate al mondo. La popolazione è stabile e ha raggiunto la capacità massima del territorio; l’area è ben protetta e i leopardi sono insolitamente tolleranti alla presenza dei veicoli safari. Questo rende la riserva un luogo ideale per studiare i leopardi e comprendere i fattori che permettono alle loro popolazioni di prosperare. Il progetto sfrutta questo comportamento unico trasformando le osservazioni quotidiane dell’ecoturismo in dati di alta qualità, fondamentali per approfondire l’ecologia del leopardo e sviluppare strategie di conservazione efficaci. Le conoscenze acquisite vengono utilizzate per supportare gli interventi di Panthera in altre regioni, dove i leopardi sono perseguitati e le popolazioni sono in declino.

Nel 2017, il Singita Lowveld Trust ha avviato una collaborazione con Panthera per condurre uno studio pionieristico sulla densità dei leopardi nel Sabi Sand, che ha rivelato una concentrazione straordinaria di 12,2 leopardi ogni 100 km², la più alta mai registrata in un’indagine Panthera. Questa popolazione eccezionale offre opportunità di ricerca senza precedenti. Attraverso un innovativo approccio di citizen science, le guide sul campo di Singita raccolgono dati fondamentali monitorando la popolazione di leopardi, fotografando i singoli individui e raccogliendo campioni di DNA utili a stabilire le linee genetiche.

Il SLT sostiene queste iniziative reperendo attivamente fondi per la ricerca e il monitoraggio, supportando studi continui sul comportamento del leopardo e sulle strategie anti-bracconaggio, oltre a investire nello sviluppo di strumenti per tracciare l’origine delle pelli di leopardo provenienti dal bracconaggio. Grazie a questi sforzi congiunti, SLT e Panthera stanno lavorando per garantire un futuro sostenibile a questi straordinari grandi felini e agli ecosistemi di cui fanno parte.

 

Per piu dettagli consultare: https://www.singitalowveldtrust.org/

 

Progetto Leopardi di Sabi Sands

Storie fotografiche

Storie fotografiche

Per me è naturale destinare una parte dei guadagni del libro a progetti che proteggono animali, natura e ricerca.​ Voglio che il libro non resti solo teoria: attraverso le donazioni diventa anche un’azione concreta verso il mondo.